sabato 9 giugno 2012

Tarda primavera


Esco per una camminata pomeridiana, nella campagna abituale. E' passato del tempo dalle prime uscite, quando tutto era spoglio data la stagione autunnale. Oggi aleggia un'atmosfera da tarda primavera. I prati ancora non falciati sono bruni dalle spighe delle alte erbe. Il colore dei fiori che va per la maggiore è il viola fucsia. L'aria è calda umida alleggerita da qualche bava di vento. Il granturco dei campi comincia ad alzarsi. Le siepi ormai diventate muri impenetrabili danno gli ultimi fiori alle piante come il bianco delle more selvatiche. La coltre boschiva fa da schermo a chi cammina nel tratturo e dà intimità. Il cammino procede lieve. Il tempo, che le previsioni davano piovoso, rimane comunque bello. E così inanello un altro giorno della disfida. Tempo 42.17'. Musica di Rino Gaetano: sfiorivano le viole.

24 ore


Gran movimento a Feltre questa sera, in quanto c'è la partenza della 24 ore ciclistica. Vado in cammino a vedere la partenza. Molta gente a seguire la manifestazione. Partenza in centro alle dieci serali, illuminata a giorno in una serata calda e con meteo favorevole. C'è il ct Bettini al palco che ringrazia l'organizzazione e che partirà con i concorrenti delle 94 squadre che si sfideranno nelle ore a venire. Per gli spettatori è un motivo per poter vedere anche qualche professionista di fama. Poi il via ed un lungo scorrere alla vista di veloci passaggi di corridori e di maglie multicolori. Una birra con l'amico Oti, appassionato di ultra trail e poi rientro a casa in sella...alle scarpe. Tempo 35.55'. Disco della serata: Bartali di Paolo Conte.

sabato 26 maggio 2012

147° giorno


E siamo arrivati al 147° giorno della disfida. Parto con l'intenzione di andare al lavoro in bicicletta, ma come alzo la serranda del garage, eccoti la sorpresa: comincia a piovere. Ombrello e via di cammino. Non scende fitta, ma comunque ha sempre il difetto di bagnare. Poi comunque si fa più bandalzosa e mi obbliga ad aprire l'ombrello che testardamente rifiutavo a fare. Cammino di buon passo lasciando sfogare i pensieri che si accavallano liberi. Il tragitto mi è così noto che potrei farlo ad occhi chiusi. C'è una calma apparente oggi in centro, che sa di smobilitazione, dopo la vivacità del dì passato. Pian piano arrivo a destinazione e mi adeguo alle faccende operative. Tempo 35.59'. Ascoltiamo voci passate: Cum'mè con Mia Martino e Roberto Murolo.

giovedì 17 maggio 2012

Isa della disfida


Mattinata strepitosa. Limpido il cielo sereno ad occidente, verso il lontano oriente inveceindugiano distese piatte nuvolaglie grigio chiare. Il sole irradia i monti e ne esalta tutte le pieghe recondite in giochi di luci ed ombre. La neve nel caldo si scioglie repentina. La piramide del Tomatico vede intenso semra voler piantarsi nell'azzurro del cielo. E passa via la giornata d'impalcature lavorative. E' sera, dopo cena, che parto per una corsa. Giove in cielo risplende nel cielo che scema verso le tinte della notte. Trovo il giusto ritmo che non porti fatica e scivolo via nell'asfalto, attento al sopraggiungere delle auto. C'è nell'aria il profumo di erba appena tagliata, soave. In falsopiano verso Foen e poi verso Pedavena dove t'incontro la "Isa della disfida" che camminana assorta nel suo andare. Un saluto e via nella notte ormai buia. Pian piano rientro verso casa, quando ormai Giove sta tramontando tra le luci lontane di Croce d''Aune ed i profili dei monti diventano neri comela pece. Tempo 1.02.16'. Musica della sera: Notturno con Mia Martini.

mercoledì 16 maggio 2012

Notti di maggio


Che dire dopo un giro in bici, otto ore di lavoro sulle impalcature ed una camminata di un'oretta con mio figlio, mi par "normale" farmi una bella corsetta sul far della notte. Oggi è stata una giornata calda e stasera è adatta per una sgambettata. Parto che le ombre della notte cominciano ad appisolarsi, sperando di non dover ritornare, per raggiunti limiti di stanchezza quotidiana, dopo poco correre. Invece nado via in scioltezza senza eccedere. Un allegro coro musicale di grilli mi sospinge. La fievole luce mi rischiara la via. Supero Vellai, poi su strada asfaltata proseguo in salita senza affanno fino a Cart per poi scendere lungo il viale di carpini accompagnato dai primi lumini delle lucciole che si spostano leggiadre fra le alte erbe. Uno sguardo anche alle luci che risalgono dalla borgata di Pasquer, sembrano lucciole artificiali. Il rumore dei passi, quello di qualche auto che incrocio, qualche fruscio dalle siepi. Un abbaiare lontano, il canto di un assiolo che fa il verso a quello più monotono di un allocco. Presenze invisibili nella notte che si fa più buia. Tempo di corsa 41.41'. Musica Notti di maggio di Fiorella Mannoia.

domenica 22 aprile 2012

Voci di grilli


Indeciso il tempo, indeciso io. Fuori il vento agita rami e nuvole; sento il richiamo, mi attira. Esco a camminare nella campagna. La solita che ormai s'è cambiata d'abito. Al verde giallo dei prati contrasta il bruno della terra rivoltata dall'aratro pronto per la semina. Gruppi di nere cornacchie si sono radunati al banchetto di larve.In cielo poderosi cumuli si confiano di pioggia pronti a lasciarla ricadere al suolo. Poi le correnti mi portano voci distanti. E' l'ultimo arrivo di primavera. Il canto dei grilli che rilasciano versi che rimandano a paesaggi agresti, a far volare la mia mente a tempi d'infanzia. Anche un cuculo fa sentire la sua voce, asserendo la fine dell'inverno. Cammino lentamente lungo il prato guardando i fiori di tarassaco che si richiudono nella sera. Tempo 35.59'. Il disco sa di malinconia Sera a Gallipoli con pierangelo Bertoli.

sabato 21 aprile 2012

Grigi piombi


Grigi piombi fanno da apripista ai successivi venti che sospingono veli di pioggia. Passeranno con tanta minaccia ma con nullo danno. Cammino nel frastuono delle auto con un senso già di nostalgia dei quieti silenzi delle Langhe. E' un frenetico via vai impazzito. Giorno dopo giorno mi rendo conto di quanto schizofrenico sia diventato il movimento attuale nella mia città. Muovendosi a piedi si capisce di quanto assurdo è diventata la nostra vita dipendente dall'automobile. Mi sembra di essere un extraterrestre, avendo fatto questa scelta, avanzando fra imezzi meccanizzati. Eppure mi sento libero da decisioni incanalate da altrui e mi accorgo che le limitazioni alla fine non sono poi molte. Cammino anche oggi con queste considerazioni che mi fanno compagnia e con il tempo che minaccia chissà che per 38.56'. Mi accompagnano i Modena City Rumblers in In un giorno di pioggia.

Andamento lento


Ho poco tempo stasera e vado a sbrigare la faccenda della disfida velocemente (si fa per dire) a piedi appena ritornato a casa. Il tempo di indossare le scarpe da ginnastica e sono già in cammino. Via verso il tratto di campagna dove di solito vado correndo. I prati verdi ormai si stanno dipingendo di giallo del colore del tarassaco, che d'ora in poi sarà la star assoluta. Per il tempo che gli è dato da madre natura, poi si trasformerà in soffioni bianchi che voleranno in cielo sospinti dal vento. Cammino lasciando liberi i pensieri quasi non volendo interferire in essi. Ascolto il fruscio dei passi sull'erba o il rumore del ghiaino sullo sterrato. Mi accompagnano i canti degli uccelli così attivi in questo periodo di amori e cova. Cammino per meno di quattro chilometri nel complesso lentamente senza tanto accentuare l'andare. Ci metto un'eternità 31.40'; di solito correndo me la sbrigo in circa un quarto d'ora. Rientro senza infania e lode. Musica di Tullio d'Episcopo, Andamento lento.

Quanno chiove


Te pareva. Arriva domenica, pensi di andare in montagna ed invece giù pioggia tutto il santo dì. Di quella fina impertinente, che non demorde, che non lascia spazi di tregua. Sei sempre lì che metti il naso fuori della finestra con la remota speranza di vedere un lembo di sereno farsi largo ad occidente, ed invece il grigiore della fitta cappa non cambia colore. Inoltre s'insinua quel freddo umido che ti intirizzisce. Bah...che giornataccia. Andare a camminare solo per obbligo; come timbrare il cartellino al lavoro. Con l'ombrello poi, sai che disfida! Giro per le case dell'isolato; nemmeno i fiori sono usciti a mostrar i loro petali colorati, se ne restano rinchiusi a bocciolo. Non capisco se questa mezz'ora passi lenta o volece, dico solo che passa. Tempo: 31.01'. Quanno chiove di Pino Daniele.

Celebrazione

Si riparte


Finita una sfida, si riparte. Anzi si continua inarrestabili. Con la giornata di ieri ho portato a termine la disfida dei 100 giorni proposta dall'entourage della rivista e-podismo. Cento giorni che sembrava non passassero mai e che poi se ne sono andati in un...lampo. Ho camminato parecchio in questo periodo, anche più del dovuto...molto più del dovuto! Ma non me ne dispiace, in fondo è quello che amo di più fare. La fortuna del tempo, che è stato clemente per tutta la durata della sfida. Un inverno così soleggiato, pressochè assente da piogge e nevicate rimarrà negli annali. Nel nord est almeno, in altri luoghi d'Italia sarà il contrario, infatti zone saranno seppellite dalla neve. Mi pervade un senso di fatica dopo tanto andare, sarebbe necessario rifiatare...ed invece si rivà finche il corpo non...crollerà! Mi faccio un augurio per il proseguio che chissà se e quando avrà una fine. Con i concorrenti rimasti dai mille della partenza sarà una "corsa" ad eliminazione. Oggi è il 10 aprile ed il tempo riprende con un'altro volto, stavolta piagnucoloso... Tempo 40.06 del cammino di oggi. Musica This time cantata da Rettore.

lunedì 16 aprile 2012

Trail

Pasqua


Ed è arrivata ancora la Pasqua. Una volta era d'obbligo andare a Messa, oggi invece par essere un vincolo "magnà". Dopo il primo ero già più che pasciuto! Ed invece ero all'inizio; per fortuna che quest'anno il proposito era di fare un pranzo sobrio. Oh my got...Ho un'irresistibile voglia di disfida! Ma non posso di certo lasciar la compagnia...ed allora continuiamo col rimpinzarsi. Solo alla sera riuscirò, andati i commensali, a dar libero sfogo alle gambe che diligentemente oggi sono rimaste sotto il tavolo. Una passeggiata di poco più di una mezz'oretta tanto per idealizzare lo smaltimento calorico. Tempo 36.22' e disco di Giorgio Gaber, Barbera e champagne.

domenica 15 aprile 2012

Si và


Si va a piedi , in bici e di corsa. E si abbandona la ferraglia motorizzata che ci rende succubi. Meglio girar liberi che inscatolati seduti con occhi che vanno in mille direzioni a schivare pericoli altrui. Se non si deve percorrere tragitti lunghi per andare al lavoro o per altre faccende, ma perchè sottoporsi alla schiavitù sadica dell'automobile? E come detto, in sintonia con quello che devo fare oggi, mi reco a piedi od in bicicletta nei luoghi deputati. Nel tardo pomeriggio calzate le scarpe da ginnastica m'involo nella campagna per una salutare corsa, fra prati ormai verdi e boschi che giorno dopo giorno si vestono nella primavera. C'è una brezza leggera che mi accompagna, che mi sospinge ed a tratti mi si oppone soffiandomi contro. Anche il ritmo di corsa è più agile. passo veloce lungo il paese di Vellai e mi immergo da una strada laterare lungo il sentiero della torbiera dove c'è un silenzio "rumoroso" interrotto via via da canti di uccelli, dal gorgoglio dell'acqua dalle giovani foglie che fremono negli aliti di vento. Corro e non sento la fatica, adeguando il passo a ciò che il mio corpo richiede. Avverto che è rilassante, mi sento bene. Rientro a casa, ma avrei ancora voglia di continuare. Tempo: 47.20' accompagnato dagli Alla Bua in Pizzicarella.

Feltre


Siamo ormai arrivati alla fine di questa " cavalcata" della disfida dei 100 giorni, che mi ha portato a camminare o correre quotidianamente. Credo che la media giornaliera sia superiore tutto sommato alle due ore (nel tempo alla fine del blog metto soltanto un parziale). L'unico rammarico è quello di aver corso troppo poco. Ma tant'è, si sa il freddo per me è un problema e sentirmi sudato nel gelo mi fa intirizzire solo al pensiero. Può essere una sfida ogni tanto, ma non continua. Oggi il meteo che mi accompagna è tipico della primavera, nuvole che si accalcano e poi se ne vanno trasportate dal vento. Si disperdono, poi ritornano e vanno a monopolizzare il cielo. Cammino tra le vie cittadine che mai come quest'anno ho calcato, molte cose mi sono diventate familiari. Ho visto pian piano la natura risvegliarsi, liberando colori stupendi. Mi sono soffermato su particolari che di solito ho trascurato per la troppa fretta. Credo che finalmente abbia trovato un mio feeling con Feltre, la mia città, ma che comunque avendone vissuto da bambino in periferia avevo sempre sentito lontana emotivamente. Sensazioni inconsce d'altri tempi. Queste camminate mi hanno introdotto al ritmo lento di cui io non sono mai stato gran "sostenitore". Ma oggi c'è sentore d'essere arrivati al capolinea di una sfida, anche se non granchè importante nella vita, mapur sempre un traguardo raggiunto che lascia un senso di gioia. Tempo 38.59'. Musica Time passages di Al Stewart.

Tuoni


Qualcosa di strano mi sveglia nel far del mattino. Uscito dalla fase rem non riescoben bene a percepire. Poi i neuroni stiracchiandosi avvertono che il rumore è il picchiettio della pioggia. Inoltre di lì a poco dei tuoni si materializzano forti. Sono i primi dell'anno... in ritardo. O forse sono i boati del terremoto che sta sconvolgendo (a ciel sereno...sic!) il partito della lega con i suoi traffici da Padania Ladrona... Non posso che pensare che il bel tempo che ci ha accompagnato in tutta questa parte di stagione cominci già a diventare nostalgia. Quindi camminata mattutina sotto l'ombrello rosso. Per fortuna non accompagnato da un diluvio ma comunque con una compagnia che a me fa difetto. Come dire ho visto delle giornate migliori. Tempo 40.18'. Disco del giorno: Ho visto degli zingari felici di Claudio Lolli.

mercoledì 4 aprile 2012

Singing in the rain


Parto sul finir del giorno per ritornare a casa, camminando. Qualche goccia di pioggia mi accompagna per poi trasformarsi in sottile pioggerella. Con un crescendo pian piano aumenta d'intensità. M'incammino lungo la galleria Romita, un tempo rifugio antiaereo ora vetrina culturale cittadina. Oltre il varco, mi attende intrepida la pioggia primaverile. Cammino più lesto sotto gli ippocastani che giorno dopo giorno allargano le verdi fronde. Ci dà dentro l'acqua celeste ed io aumento il ritmo da tramutarlo in corsa. Ed alla fine la casa diventa provvido rifugio. Tempo 42.18'. Musica Singing in the rain con Gene Kelly.

Umori


Si va in bici stamattina; ho fretta. Ed è una giornata di quelle che nascono storte e continuano ostinatamente...sghembe! Le previsioni mettevano maltempo, invece ne è uscita la solita giornata serena. Giusto preludio per un dì lieto, invece l'umore ha percepito i neri propositi da frate indovino...Mi armo di pazienza; se gli umori di pancia così han deciso...lasciamoli sfogare. Poi verso sera basta un caffè a rallegrare ed a mettere in "soffitta" le paranoie. Me ne ritorno a piedi camminando tra viali ormai fioriti, anzi con i petali che sospinti da un leggero vento lasciano delicati le piante scivolando lievi a terra. E' appena iniziato il risveglio della natura e qualcosa ha già percorso il suo naturale cammino. Ha già maturato il suo destino. Tra resti di lagnanze interiori e provvidenziali euforie termino la mia orierna disfida. Tempo 44.36'. Musica Rolling Stones in I can't get no satisfaction.

Imbiancare


Oggi si va di pennello! C'è da imbiancare la camera di Alex, che da tempo reclama nuove vernici. E l'inizio di primavera non può che esserne il tempo più adatto. Via vecchi colori e nuvo restyling. Tutto bianco da riempire con qualcosa di originale che mi verrà in mente pennellando. E dalle tempere ne usciranno echi da Pink Floyd. Un muro da another brink in the wall ed il prisma da the dark side in the moon. Alla faccia delle solite desolate pareti classiche! E con le note che escono dalle giovanili memorie vado a camminare per adempiere al mio quotidiano compito, quando ne nuvole si sono incarognite sulle cime dei monti relegandole prigioniere e andando a monopolizzare l'intero cielo. Cupe, plumbeee, minacciose... beh e a chi credete di far paura!? Tempo 38.26'. Obbligati ad ascoltare i Pink Floyd con another brink in the wall.

venerdì 30 marzo 2012

Notte


In questi giorni vanno di scena i ciliegi che con le loro fioriture imbiancano il paesaggio. Anzi i pendii ed i boschi ancora bruni dell'inverno con questo tocco di bianco sembrano brizzolati. Stasera ho scartabellato il frigo e mi son rimpinzato con quello che ho trovato. Un piatto che manco Lucullo se lo sarebbe sognato e nemmeno la fervida immaginazione di qualchè gourmier avrebbe partorito. Tralascio le sottilette che persistono a camionate e voilà le pietanze: scatoletta di tonno con fagioli, carciofini con pistacchi e nocciole di cui il palato non sente traccia..., ma il titolo è evocativo, acciughe con capperi e un philadelphia. Nemmeno Vissani oserebbe tanto! Finito di pranzare meglio partire per la disfida. Notte di stelle e luna. Vago per strade asfaltate nel buio. Si sta bene, la serata è tiepida,10°. Ho proprio voglia di camminare, ed il passo non sente fatica. Tempo 51.14', si ascolta Buonanotte buonanotte di Mina. Ed adesso una birra non guasta!

Monte Grave

Lasciatemi vagare sulle creste!!!!!!!http://youtu.be/COX9wP3w3XI

giovedì 29 marzo 2012

Class action


Mi accompagna un'aria frizzantina nel mio peregrinare mattutino. Anche oggi il tempo è sublime...Spero tanto che non si ricordi che esiste anche il maltempo! Se comincia a piovere mi sa che ne avrà di pianto da sfogare. Intanto la causa intentata si aggiorna. Dato che il numero dei partecipanti è cospicuo intorno alle mille unità, sarebbe opportuno considerare una class action contro Epodismo. L'aguzzino deve rendersi conto di aver soggiogato corridori attempati, madri di famiglia, ormai sull'orlo di una crisi isterica, artigiani che devono abbandonare la "recuperante" birra alla fine della giornata e sostituire le antinfurtunistiche con scarpe da ginnastica e vagar per prati, alla ricerca della mezz'ora perduta... Camminata propedeutica verso il lavoro. Giorno dopo giorno mi rendo conto di quanto superflua possa essere l'auto, di cui ci serviamo per qualsiasi spostamento, anche sovente inutile. Tempo odierno 38,37' con accompagnamento di Alice Peacock in Do what I can do.

Mirna


L'ora legale da poco ritornata confonde anche l'alba che sembra svegliarsi più tardi. Manca poco alle sette e si pitta solo ora d'arancio nel cielo a levante. Nel frescore del mattino gli uccelle emersi dalle veglie dei loro dormitori s'esaltano nelle loro arzigogolate melodie. Qualcuno si esibisce in gazzarre amorose. Dall'e-mail esce una sadica epistola. Epodismo invita senza tante sottigliezze a proseguire nella disfida. I cento giorni stanno per finire: bene si continua! Ma dico io; adesso che stavamo per intravedere la luce oltre il tunnel. Chiamo immediatamente il mio legale e conveniamo nel presentare una denuncia verso il signor Epodismo per circonvenzione d'incapace. Intanto faccio il compitino del giorno: una camminata stracittadina di una quarantina di minuti. A sera sono a Quero dove Mirna Fornasier ci porterà nelle tundre lapponi, in un viaggio in solitaria nella wilderness del Padjelantaleden. E' il gran finale anche delle tre serate che abbiamo organizzato sul camminare. In seguito ci "porteremo" in gran spolvero enumero nelle terrre di Alano ove ci "tortureremo" con brindisi cordiali e ci ingozzeremo di un'infinità di prelibatezze culinarie. tanto per la cronaca: morlac, casatella, pane lardo e miele, torta, sopressa sopraffina, clinto, d'antan e d'annata, birra, prosecco per non tradire la terra natia, limoncello...e chi più ne ha più...ne mangi!!! Non so ma mi par d'esser nel fantastico mondo di... Tempo: 40.18'. Musica: Sacred Spirit Ly- o- lay Ale Yoya.

martedì 27 marzo 2012

Alta via 2


Vado a piedi ad un appuntamento particolare oggi, nella sede del Cai. Un messaggio di Teddy Soppelsa mi invita per le ultime modalità, che serviranno ad integrare un articolo di Stefano Ardito per Meridiani Montagne. Qualche foto attorno ad un tavolo imbandito di cartine e libelli riguardanti l'Alta via 2 "delle leggende". Con fotografo d'eccezione: Manrico Dall'Agnola. E' stata l'occasione per conoscere due dei primi percorritori di questo trekking che collega Bressanone a Feltre lungo i sentieri montani. Ricordi che riemergono da un lontano passato di giovani escursionisti detti con voce incanutita dal tempo. Li ho seguiti affascinato perso vagando con la mente. Ivano e Luis, ringiovani e ringalluzziti per l'occasione, la gioia nel racconto, la precisione nei dettagli 43 anni dopo. Percorso fatto in giugno tra nevi e freddo per anticipare la partenza di escursionisti svizzeri, ne valeva l'onore di feltrini! Ho completato il quadretto io, in qualità del più veloce sul tracciato di 185 Km in 42 ore di sfinimento, per una sfida con i miei limiti. Finale da buoni alpini; un bicchiere di nobil prosecco. Tempo di camminata 33.23'. Musica Pilgrin di Enya.

lunedì 26 marzo 2012

Giovinezza


Come l'inverno, da poco andatosene, così anche questo primo scorcio di primavera si sta ubriacando di giornate strepitose. Sereno con vista sui monti che richiamano come sirene. Ed invece non mi resta che andarmene al lavoro. La giovinezza della bella stagione si veste di sgargianti colori floreali. Giallo delle forstizie, rosa delicato dei peschi e di qualche altra pianta venuta da chissà dove, bianco di susini e di selvatici biancospini che rallegrano le ancor spoglie siepi. E poi il verde che nasce con il nascere delle foglie, inondate dal sole che sorge lontano dietro i profili dei monti. Uccelli si spostano frenetici strapazzandosi in garrule melodie. Mi verrebbe da camminare all'infinito. Ma oggi avanzo malconcio dalle fatiche del giorno passato. Un fastidio giù verso il piede, poi le spalle, le riverite chiappe sarebbero volentieri rimaste a riposare, anche la schiena borbotta...ma il mito del nord est chiama. Non ci sono storie s'ha da lavorare! E così il cantiere mi accoglie a braccia aperte. Tempo: 38.18'. Musica: Pink Floyd, Echoes.

L'indomani


Mi sveglio sollevato da un peso. La serata di ieri se n'è andata via lasciandomi un delicato sapore. Mi passano veloci fotogrammi che si sovrappongono. L'eco delle musiche, le strette di mano. Il sorriso pensando al fine della giornata in birreria... E l'oggi perfido mi prospetta impudente un'ennesima sfacchinata. Della serie dalle stelle alle stalle... Camminando mi lascio comunque inebriare dai ricordi. E tutto ciò che incontro mi sembra bello. Anche i gas di scarico delle auto mi sembrano fragranze. I passi scivolano via leggeri nelle solite vie cittadine. E poi la primavera porta allegrezza, il sole appagato di primo mattino risplende raggiante. Quando si sta bene tutto è gratificante. I singoli movimenti diventano aggraziati, i pensieri sono liberati da malumori, ciò che ci circonta dà effetto positivo... Tempo della camminata 47.55'. Canzone del giorno: Cantare gridare sentirsi tutti uguali di Leano Morelli!

venerdì 24 febbraio 2012

Venerdi 17


Venerdi 17. Rientro a casa in serata sul far del crepuscolo. Alzo gli occhi sentendo un fracasso di gracchiare. Girano in circolo oltre un centinaio di cornacchie. Si scompongono prendendo direzioni diverse, poi come calamitate da un polo magnetico si ricompongono in circolo nel cielo anche stasera tinto di pesca. Sto un po' col naso all'insù a guardare le esibizioni deineri volatili. Diversamente dal solito che passano dirette verse i luoghi di dormitorio oggi fanno questa strana danza. Probabilmente c'è l'incontro e la ricerca delle nuove coppie. Fra un po' la socializzazione verrà meno. Dopo un po' parto lasciando la scena. Così penso. Ed invece anche le cornacchie si spostano con frastuono nella mia direzione...Strani malcelati sospetti mi affiorano alla mente, adesso ci manca solo il ... appare svelto e mi attraversa la strada, il demoniaco gatto nero... Non c'è che dire, allungo il passo e guardo bene dove metto il piede e se arrivano pericoli d'intorno. Intanto cala la sera e d anche il freddo non ancora debellato si intensifica. Meglio rientrare con le corna ben evidenziate... Tempo 35.22'. Musica con i Goblin: Profondo Rosso.

Color pesca


Basta non ne posso più di andare avanti ed indietro, inginocchiarmi, rimettermi in piedi, segnare, tagliare, incastrare. Anche il sole s'è da un po' avventurato verso altre lande, scomparendo dietro i profili dei monti. S'è lasciato dietro un magico tramonto color pesca, ed un senso di pace. Gli alti abeti in controluce fanno un blocco color pece, movimentato in alto. Resto perun po' rapito a guardare la cartolina serale. Poi mi avvio; destinazione casa. Un piede dietro l'altro calcando l'asfalto. Ogni tanto mi giro ed il colore scema lentamente. Tempo: 34.41. Disco del giorno: Lay o lay ale loya (Native american - Spiritual music).

Canto di primavera


In televisione continuano a scorrere le immagini dell' affondamento della costa crociere al Giglio, con codazzo delle solite polemiche e scarico di colpe e le ridicole trasmissioni di intrattenimento dove gli interlocutori parlano a vanvera. Tragici fotogrammi pervenuti dalla Siria dove l'impegno delle nazioni opulente non va oltre qualche strale verbale all'indirizzo del despota... Il premier con loden e cartella che si affanna a risistemare la nostra malandata italietta... evvai con gli spot pubbliciatari di bellezze esotiche di qualsivoglia...panorama! E poi arrivano anche i verdi fotogrammi padani (speriamo senza audio) che mostrano la nostra ormai ventennale presunta "primavera italica" (sic!). Qualche parlamentare, che troppo ingordo, ha fatto sparire parte della cassa...enessuno sene accorgeva!! Meglio alzarsi dal divano e prendere la strada del cammino. Vai dove ti porta il vento che oggi s'è fatto più spavaldo. Fa giocare i rami, li fa canticchiare entrando fra le fronde degli abeti, libera in cielo le foglie in leggiadre danze. C 'è aria calda oggi che ti insegue e ti avvolge. Ti da il sentore che ormai il rigido dell'inverno è lasciato alle spalle. In cielo nubi vanno e vengono si uniscono e si scompongono come in una melodia musicale. Mi sposto con animo diverso, mi gusto il vento, mi lascio trasportare... Tempo 40.18. Musica del Banco in Canto di primavera.

Aria nuova


Nel primo pomeriggio che mi vede ancora impegnato in una breve camminata, per raggiungere il cantiere, s'alza un leggero vento. Che via via si fa più intenso. Ha tutta l' "aria" di sgrollarsi di dosso un fardello pesante che da tempo si porta dietro. Smuove le foglie che rumorosamente si spostano alzandosi da terra e rigirando su se stesse. S'intuisce un vagito di primavera ancora lungi da venire. Anche il cielo si spalanca per liberarsi dalla nuvolaglia che lo fa triste. La neve veloce si scioglie. Le croste ghiaggiate diventano acqua. I pendii ridiventano bruni. Anche il procedere risente del tempo, diventa più sbarazzino. Vien voglia di rincorrere le foglie, in fanciullesche libertà. Tempo 37.20. Musica: The cat came back con Fred Penner.

Alice


Sarà dura!! Una disfida nella disfida. Il pc in combutta con alice s'è ammutinato per diversi giorni ed ora devo scartabellare nella memoria per venirne a capo. Alice, per dirla alla De Gregori, s'è messa a guardare i gatti ed intanto internet s'è addormentato nel sole... Tante giornate rimaste appese ad un filo di memoria da ricomporre e mettere per iscritto. Si sono avvicendate parecchie camminate, ora lunghe ora corte, le più in solitaria, altre in compagnia, con il bel tempo o meno. Soprattutto con il freddo che quest'anno ha bazzicato volentieri nella zona, aprendosi al tepore pre-primaverile solo negli ultimi giorni. Questo lunedi che mi vede camminare come troppe volte in giro per le vie di Feltre è infreddolito e per di più tenebroso. In giro rimane ancora della neve caduta ieri, ghiacciata. Tutto il cielo è avvolto da una coperta grigia che amlifica il sentore algido nelle ossa. Ben intabarrato con il berretto calcato fin sugli occhi, cammino svelto verso il lavoro. I cartelloni pubblicitari danno enfaticamente il film del giorno al cinema, in più punti di dove cammino. Tempo: 38.18'. Musica Alice di De Gregori.

sabato 11 febbraio 2012

Marco Bacchin


Vai che si va con una patina cenere che colora le valli e gran parte delle montagne. Dietro sembrano accalcarsi nevischi e burrasche. Spira aria di tramontana che tumefà il volto scoperto. Cammino verso il luogo di lavoro per preparare "la scena" (come direbbe un criminologo) per la prossima settimana. Ma oggi c'è un appuntamento che non mi voglio perdere. Da Piazza Maggiore a Feltre partirà in bici Marco Bacchin. Destinazione?...Un giretto da 20.000 km. Si ventimila kilometri. Toccherà Francia, Belgio, poi la Scandinavia fino a Capo Nord per ridiscendere tra Finlandia e Russia. Quindi pedalerà per Turchia e Grecia ed oltre il Mediterraneo Algeria e Marocco, per ritornare attraverso la Spagna e la Provenza. Che dire ora che è partito...caro marco hai voluto la bicicletta? ora pedala!! Una nutrita schiera di giornalisti erano a segnare sui taccuini i momenti dell'avvio dopo la presentazione insignita dai sindaci di Feltre e Cesiomaggiore. Un po' di emozione "frenata" e poi via verso Porta Oria e la probabile prima tappa: Trento. Intanto il mio tempo di giornata è 49.43'. Musica De Gregori: Il bandito ed il campione. VAI MARCO!!!

venerdì 10 febbraio 2012

Tempo stantio


Sveglia c'è la neve! Solita spolverata di un paio di centimetri tanto da colorare di bianco il tutto. Dietro un velo di compatte nuvole grigio cenere il sole rilascia un alone luminoso smorto. Camminata mattutina. Il calore non riesce comunque a farsi valere; la neve rimane bianca sui rami, sui tetti delle case, lungo le vie battute dalle auto. Un'aura stantia sembra non voler cambiare l'atmosfera che si è creata. Gli stessi uccelli, così frenetici in questo periodo, sembrano muoversi con discrezione per non disturbare sensazioni ovattate. Anche il gelo siberiano sembra posarsi lieve. Vago con queste emozioni che mi arrivano. Lungo un tratto di strada sterrata, nella bianca veste, risaltano impresse le orme di un cane, più in là segni convulsi d'ala e di zampe di volatili. Lingue di fumo escono dai comignoli. Le montagne imbiancate non rivelano le cime, ritrattesi dietro veli nebulosi. Tempo: 48.41'. Musica Of this land di Clannad.

giovedì 9 febbraio 2012

I miei primi quaranta


E siamo arrivati ai quaranta! Piano piano, passo dopo passo, corsa dopo corsa siamo giunti a questo punto. Nella vita all'arrivo di questa soglia ci si aspetta sempre qualcosa, che poi va naturalmente disattesa. Così per oggi gran novità! Camminata per Feltre per andare al lavoro. Anche il freddo è il solito che ci attanaglia e ci segue dall'inizio di questa avventura. Il sole fatica a emergere dalle nuvole che in tutta la giornata girovagheranno per il cielo. Da parecchio tempo ho "smarrito" il desiderio della corsa. Uffa!! Questa temperatura mi fa perdere qualsiasi stimolo. Anche il cammino negli stessi ambiti diventa monotono, ma per fortuna mi devo spostare e ne approfitto. Conto nei prossimi quaranta!! Tempo 43.41'. Colonna sonora del giorno che ci dia una scossa: Deed Purple in Stormbringer.

mercoledì 8 febbraio 2012

Sole e neve


Un' altro giorno buono per la disfida. Si cammina. Il sole oggi è uscito con gran voglia di fare il proprio lavoro. La neve caduta nella serata, i tratti ghiacciati nella notte, lentamente si sciolgono. Lungo il nastro d'asfalto si formano rivoli luccicanti. Cerco di protendere il mio corpo verso l'astro per raccoglierne il maggior possibile di calore. Ho voglia di caldo, di correre, di camminare piano o veloce ma libero dai rigori invernali che non vogliono cedere il passo. Sulle vette sta letteralmente divorando la poca neve che una burrasca veloce ha lasciato dietro di sè. La si vede sciogliersi a vista d'occhio con la velocità della luce... Il mio andare sul far del mezzogiorno è di 56.36'. Accompagnato dalla musica dei Litfiba con Fata Morgana.

Diavolo d'un cronometro!


Maronna...causa lavoro, mi ritrovo a dover andar di cammino a sera tarda, quando le tenebre si sono impadronite di Feltre. Fa un freddo bestia, dicono che arrivi dalla Siberia. Chi se ne frega da dove arriva! Potrebbe arrivare anche dalle Maldive... non da tregua. Cosa mi son inventato a partecipare a questa insana competizione! Perchè il capodanno non comincia..a Ferragosto? Brontolo e vado. Guardo spesso l'orologio sperando che mosso da compassione salti qualche minuto. Niente, irreprensibile nel proprio impegno. Penso in che modo potrei corromperlo, magari con un pacchetto di sigarette o con un vasetto di nutella, o forse mettendogli vicino un orologio con femminili fattezze...Bah non se ne cava un ragno dal buco! Diavolo di un cronometro va avanti con precisione svizzera! Ma inesorabile secondo dopo secondo, minuto dopo minuto il tempo passa. Passa anche la fatidica soglia dei trenta minuti...rientro a casa...FINALMENTE!! Tempo 30.01'. Musica Ma che freddo fa di Nada.

Faccende


Complici alcune faccende "burocratiche" mi ritrovo a camminare parecchio in questa giornata d'inizio settimana. Freddo, le strade rimaste in ombra sono ghiaggiate. Vado con lo sguardo verso le montagne, le ritrovo anche dopo una misera nevicata di burrasca ancora pressochè sgombre da neve. Il sole si gode una mattinata serena, che con l'andar del tempo si coprirà di nuvole. Percorro le vie cittadine, lasciando liberi i pensieri. Macchine vanno e vengono, sono sempre presenza in movimento nel "bestiario" urbano. Il passo va via sicuro riconoscendo i luoghi. Alla fine oggi girerò per circadue ore con alcune soste interne, ma con il lasso di tempo in movimento ben superiore alla mezz'ora canonica, minimale per la disfida. Musica con Tracy Chapman in Can I hold you.

Domenica pomeriggio


E' domenica pomeriggio. La spruzzata di neve tardiva di ier sera sta già facendo perdere le traccia di sè. Vado a camminare ben coperto, data comunque la temperatura da steppa sovietica che persiste. Mi faccio il solito giro verso i campi ad oriente di casa. Sono curioso di vedere la differenza dei tempi nell'effettuare un certo tragitto nelle varie discipline. Alcuni riferimenti ce li ho già; oggi valuto quello di una camminata normale. Alla fine il riscontro (circa un km e settecento metri) dà: intorno ai 7' con la corsa, agli 11' col nordic walking, 19' con la camminata. Il divario è netto. Poi ho continuato la mia camminata accompagnato da un volpino, spuntato da chissà dove. Mi ha seguito per un lungo tratto con signorile discrezione, talvolta dietro, talora al mio fianco. Sguardo fiero senza proferir parola. Anche oggi molte persone si sono avventurate in queste strade di campagna per una salutare camminata. Tempo 48.40'. Accompagnamento musicale di Rebecca Ferguson in Nothing's real but love.

sabato 4 febbraio 2012

Burrasca


Oggi sembra che abbia seriamente intenzione di nevicare. Ci ha messo tutto il giorno a tentare con fugaci burrasche in montagna. Poi nel pomeriggio pare che si sia deciso. Data la temperatura mi intabarro e parto per una camminata odierna. Gironzolo per le vie vicine a casa tanto da far scorrere il tempo. Qualche fiocco portato dal vento vaga per aria cercando un posto adatto per posarsi. Le montagne sono ormai nel metà pomeriggio ingombre da nuvole dense e grige cariche di cristalli. Berretto e guanti mi riparano dal vento gelido siberiano. Ho voglia di rientrare al caldo. Tempo 35.18'. Musica Spring summer winter & fall delle Aphrodite's child.

Tempo che passa


Mi aggiro pressochè solitario per le vie del centro cittadino di Pietrasanta, quando ancora sonnecchia nel mattino. Pochi viandanti percorrono le strade interne, fugaci figure che scivolano via nel fresco mattutino. Qualche fiocco di neve vaga in cielo. Cammino contando il tempo che passa. Sembra che il meteo stia pensando a come comportarsi durante il giorno a venire. Io invece cerco di svolgere il compito della disfida e poi sia quel che sia. Mi aspetterà comunque una giornata di lavoro... come al solito. Tempo 37.16'. Oggi ascoltiamo i Led Zeppelin con Stairway to heaven.

Vento matto


Notte con tuoni e risveglio con la neve a bassa quota. Un cielo grigio fa da sfondo ai monti bluastri del mattino. Le radure spiccano bianche. Il vento mattiniero che si è incanalato nei viali s'è divertito a scombussolare l'ordine "costituito". Ha travolto piante, vasi di fiori, ombrelloni, insegne, portato scatoloni e giornali in giro. Fatto cadere arance dalle piante facendole ruzzolare lungo il corso. Ora al risveglio se ne sta zitto a ridere della bravata nascosto chissà dove. A sera dopo cena vado a camminare lungo i viali principali avanti ed indietro, tra piazze dai nomi altisonanti. Crispi, carducci, Piazzale dello Statuto. Poche persone camminano oltre a me. Confronto a domenica così piena di gente oggi sembra un altro luogo. Meglio così ho modo di gustarmi meglio le particolarità. In piazza la torre campanaria, la collegggiata, il campanile, sembrano schierate sull'attenti. Mi ritiro in buon ordine anch'io ritornando alla mia stanza d'albergo. Tempo 44.04. Musica The who in Behind blue eyes.

Piante mediterranee



Vado a camminare di buon mattino quando il giorno si sta ancora rigirando nel letto. Cammino lungo la stretta via che va verso il distante litorale. Attorno c'è un caotico accavallamento di case di varia architettura. Tanto vicine da doversi riparare da una marea di piante per immergersi in un minimo di privacy. Una ricerca di piante che sanno di mediterraneo: aranci, limoni, palme, canneti di bambu, rosmarini,agave... Tutto porta ad un disordine "preordinato". Stamane il cielo è un po' imbronciato. In alto le luci dei paesi di montagna ne segnano la presenza. Cammino in questa strada dritta, lasciando scorrere il tempo, poi mi giro e ritorno indietro, quasi meccanicamente. Mi sento inadatto a questa situazione, una costrizione sembra questo impegno, ma col poco tempo a disposizione non so dove andare...Tempo odierno 32.15'. Canzone di oggi: Sad Lisa con Cat Stevens.

La rocca


E' sera tarda. Ho mangiato ed esco per la disfida quotidiana. Combatto per un posto nel viale promiscuo con le auto. Devo rasentare i muri per non finire sotto le ruote. Per fortuna che sonoun centinaio di metri. Poi il marciapiede diventa un'ancoradi salvezza. Il centro di Pietrasanta stasera è pressochè deserto. Mi avvio verso la rocca. Finita la piazza salgo su una stradina ripida, prima asfaltata poi selciata. Ora al buio, ora nella luce dei riflettori. Un cartello indica che è in fase di recupero...da tempo ormai. Ma fa bella mostra di sè ritornata ad antico (o nuovo!?) splendore. I fari intanto proiettano la mia immagine sulle vestigia e salendo mi segue come...un'ombra. In alto alla fine del sentiero mi trovo a ridosso di una torre con portale, ingentilito d'insegne nobiliari. Sbircio all'interno e nella notte vedo un a seconda cinta di possenti mura che fanno da vallo. Volgo lo sguardo in basso. La piana versiliese è un ininterrotto rincorrersi di luci, non sembra esistere spazio buio. Ritorno percorrendo la stessa via. Sul ponte vicino alla dimora passa veloce un treno sferragliando sui binari disdegnando la fermata alla stazione. Tempo 39.17'. Musica Renaissance melodies: Dolce amoroso foco.

sabato 28 gennaio 2012

Consuetudine


Alla lunga la consuetudine diventa noia. L'obbligo fa perdere la gioia. Ed eccoci quà quasi alla fine di un terzo di disfida che le motivazioni vengono meno. Cammino oggi più per dovere che gratificazione. Il passo che si fa lezioso, i pensieri che vagano distanti, il tempo che "corre" stancamente, il desiderio inespresso che la mezz'ora vada via in frettta. Ciò che incontri che non ti fa compagnia, passa e va. Questo freddo di gennaio che non mitiga, le ombre della notte che rallentano lo sguardo, l'asfalto, le macchine che ti sfiorano, giocano a sfavore. Giungere a casa diventa una liberazione. Tempo: 37.37'. Cars di Gary Numan.

Sannio


Verso mezzogiorno, mentre sbuccio un'arancia, m'incammino lungo la stretta strada asfaltata che conduce al paese sottostante. Soffia un leggero vento. Le colline sembrano distendersi lentamente nella valle. Lontano qualche timida nuvola va a far da cappello ai monti imbiancati sulle cime. Grillai si gettano da piccoli alberi a caccia di cibo, oppure si soffermano in aria con veloce battito d'ala nella figura dello spirito santo. Anche una poiana controlla il territorio. Su questa collina sannitica c'è un'atmosfera leggiadra di tranquillità. Cammino lentamente godendomi il paesaggio così aperto diversamente da quello di cui sono abituato. Dura poco più di mezz'ora questa camminata. Il tempo di una pausa e riprendo con il lavoro. Tempo: 35.09'. Musica con Guccini, La canzone delle domande consuete.

Mondi paralleli


Il ponte sospeso ormeggiato sull'orrido fa da trasbordo ad universi difformi. Oltre si entra in meandri sopiti del tempo. Le lievi fole di vento rimandano echi di stagioni lontane. Alti alberi fuggono dall'irreale proiettando le chiome nei lembi di cielo, nelle valli dirute non scorrono acque. Rovine di case s'avvinghiano a rovi, ad edere. Ne escono brandelli escoriati dall'oblio. Le rurali architetture non hanno alloggiato l'andare del rinnovamento, sono rimaste fedeli a sè stesse. Eppure il cammino ti proietta in questa dimensione che non comprendi se essere nuova o vecchia. Poi un minimo di segno di vita ti trasmette in essa come nullo fosse il diseguale. Ma il tragitto, seppur breve, ti fa sentire a casa; i ritmi, le atmosfere, i silenzi pieni di vita sottesa li senti parte di te. Basta poco per uscire dal nostro quotidiano caotico contesto quotidiano, per raggiungere un equilibrio interiore. Camminiamo così dove il senso del tempo si dilata, dove la mezz'ora della disfida non ha più valore. Dove trenta minuti o cinquanta sono la medesima cosa. Importa solo il gesto, la gioia dell'andare. Tempo: non percepito (Anche se per "contratto" è di circa 50' all'andata). Musica: Sei della PFM.

sabato 21 gennaio 2012

OREGNE


Oregne!! Mi viene in mente il telefilm Alla conquista del west, quando lo scout Zeb McKey fermato il cavallo tenendo una mano sulle briglie e l'altra sul culo dello stesso, girato all'indietro controllava la situazione. Poi ritenuto che tutti fossero pronti per la partenza alzava la mano e partiva al trotto gridando: Oregon!! Così mi sembra Mauro quando parte davanti alla schiera di partecipanti alla camminata di nordic walking. Un gruppo di oltre una cinquantina di persone scivolerà via. Chi lesto chi...meno, tra prati, vie di piccoli borghi, boschi, sterrato od asfalto. In una bella giornata di sole e di stupendi panorami. Siamo in una decina noi del gruppo Argo nordic walking team e quest'oggi camminiamo insieme agli amici dell'Era nordic. Il percorso non impegnativo darà modo di passare un divertente pomeriggio.Tempo: imprecisato oltre l'ora. Musica Annie's song di John Denver.

venerdì 20 gennaio 2012

Ventesimo giorno


Stamane le nebbie sono riuscite a riappropriarsi del loro spazio. Le montagne riuscivano a farsi vedere occasionalmente come dietro un velo. Un sole poverello faticava a mettere fuori il naso. Ma nel pomeriggio è arrivato il vento buzzattiano a scompaginare il tutto. Dapprima sconvolge il tutto con burrasche e fiocchi radi e pungenti, poi via le nebbie, via le nubi e spazio al sereno! Cammino alla sera con il vento che ancora sbuffa sornione, poi d'improvviso cala e se ne va. Resta il freddo che punge carogna. Anche oggi non me la sono sentita di fare una bella corsa. Dopo una giornata di lavoro, con la temperatura che non ti viene incontro, finisci con lo svolgere il compito con minimo sforzo. Tempo: 59.26'. Oggi ascoltiamo Guccini con La canzone delle domande consuete.

giovedì 19 gennaio 2012

nuvolo


Incredibile! Nuvoloso. Oggi il cielo si presenta con il volto scuro. Le montagne cercano di uniformarsi dietro una patina grigiobluastra. Il freddo no...quello persiste, si arrocca. Anzi non viene mitigato dalla presenza del sole. Anche oggi una lunga camminata sul far delle tenebre, quando in cielo si spostano stormi di cornacchie. Volano ad oriente per una nottata collettiva. Con il loro gracchiare di richiamo si spostano poco sopra le case, puntando tutte verso la stessa direzione. Al Prà del moro, l'anello del palio, illuminato. Parecchie persone scivolano leggere sulla neve adibita all'occasione per una pista da fondo. Girovago per le vie cittadine senza una meta precisa, ma con l'intento di adempiere al mio " dovere istituzionale " della disfida. Tempo: 1h 23.51. Musica Suzanne di Leonard Cohen

mercoledì 18 gennaio 2012

Cart


Ci sono diversi bed & breakfast nel feltrino, dignitosa proposta per chi cerca un tipo di pernottamento diverso da un anonimo hotel. Dovrebbe essere anche un' occasione pe far conoscere agli avventori le peculiarità del territorio. Immagino, attraverso la camminata dell'odierna tappa della disfida dei cento giorni, di accompagnare tale turista verso il paese di Cart, nell'ambiente più significativo di una cultura di civiltà rurale dei tempi passati. Fatto di paesaggi agresti e di pregevole architettura delle numerose ville della zona. Ma ahimè con le degenerazioni della moderna realtà. Le colline di Cart hanno il privilegio di essere in un posto centrale della vallata, di consegnare lo sguardo ad ampi panorami e di essere in posizione solatìa, accattivante per passeggiate. Il primo tratto purtroppo getta nello sconforto. Il declivio da anni lasciato all'abbandono presenta il conto. Il bosco si è ripreso il suo posto ma in maniera incontrollata, in parte è stato anche disboscato, ma è come se si fosse ucciso un manzo, tolto la parte migliore ed il resto disperso e lasciato a marcire. Rovi, sterpaglie e ramaglie sono il biglietto da visita. Accompagnato ai bordi della strada da lattine, carte di merendine, bottiglie di plastica ecc. che sbadati passanti sicuramente hanno smarrito...(sic!). Una piccola radura resiste, ma data la natura accidentata, ultimamente non è più sfalciata. Anche l'erba non si taglia più a mano, solo la barra falciante del trattore è rimasta all'uopo. Un primo assaggio di architettura ci viene dato da un nucleo un po' strano di case. Dove vari stili si incrociano. Un afflato di neoclassicismo con tanto di statue, un restauro con muri a sassi a vista ed un altro abitato che tradisce qualche particolare di falso storico accompagnato da estemporanei ridicoli ampliamenti anni settanta. Poi inizia il viale di carpini. Bellissimo esempio di archeologia arborea. Vecchi carpini bianchi fanno da guida al proseguio. Qualche anno fa è stato fatto un intelligente restyling, ma come si sa la manutenzione latita, ed ora cominciano a crescere attorno sterpaglie e nuove polle indiscriminatamente. Lungo il viale, Villa Erminia, in ristrutturazione con annesso casale del custode e chiesetta intitolata a san Liberale; complesso del settecento, tipico di casa di campagna padronale rurale. Davanti il viale presenta secolari imponenti roveri. Camminando incontriamo villa Damello della fine del cinquecento con ampio loggiato che guarda a meridie. Sempre chiuso, triste, relegato in un minimo spazio tra la strada asfaltata ed uno sterrato che porta ad una casa interna. Più in su lascio il viale che ormai presenta le piante solo al lato destro, per salire sulla strada vecchia che portava a Cart Alto. Un bel tratto è rimasto in sterrato, e di tanto in tanto si apre ad ampi visioni verso i monti , o la vallata, e se si passa verso sera ad occidente si distende verso un tramonto appenninico. Anche qui però i vecchi carpini che fungevano da via sono aggrediti da un bosco incolto ed incontrollato. Arriviamo al borgo, delle case ben ristrutturate rimandano alla vivibilità di un tempo, poco distante un'altra villa che abbandonata sta perdendosi nell'oblio. La strada scende verso il centro passando sotto il volto di una schiera di case. Piazzetta con chiesa, un nucleo di cascine ed un rinomato ristorantino. Scendiamo per strada asfaltata con ampia vista sulla corona di monti della val belluna, in alto su un altro colle villa San Silvestro, anch' essa abbandonata e spogliata nel tempo con annessa chiesetta, inglobata nella polveriera militare che per diverso tempo è rimasta attiva; svettano ancora le garrite, oggi anch'essa " disabitata". In fondo Villa Rosada, in parte recuperata, forse il miglior esempio di villa da civiltà contadina. Oggi stanno ripulendo l'attiguo boschetto, eliminando le piante inopportune e lasciando quelle di pregio. Ritorno verso Vellai. Qui invece si assiste a qualche taglio in cui non si bada ad estetica romantica. Si va di motosega, giù alberi, ramaglie dappertutto, non il canto delle manere di un tempo, ma l'asfissiante ronzio di ingorde catene oliate e puzzo di miscela. Rientro a casa quando il tramonto spolvera il cielo, i monti attigui, le fatue brume in colori porpora. Tempo 1h 20.37'. Mi accompagna Branduardi con La favola degli aironi.

martedì 17 gennaio 2012

Cammina cammina


Parto per andare in un posto e poi cambiati gli umori finisco per camminare gran parte del giorno. Anzi lascio al vento liberi i pensieri, sciolgo le gambe che s'arrangino, procedo similautoma. Il sole, il freddo intenso della mattinata, gli stupendi scenari dettati dal sereno insostituibile in questo inizio d'annata, la brina bianca che crocchia sotto i piedi, il rumore delle auto, il silenzio dei prati, gli alberi spogli che aspettano, il vociare dei ragazzi fuori delle scuole, il canto sommesso di uccelli, mi accompagnano compagni di viaggio. Non ho voglia di ascoltare sensazioni, mi va solo di andare, di andare senza meta. Lasciarsi andare abbandonatisi al cammino è un entusiasmo intimo impareggiabile. Non so alla fine quanto ho trascorso di tempo in ciò ma sicuramente mi sono avvicinato alle quattro ore. Musica: Cammina cammina dei Nomadi.

Al lach


Appena svegliato mi vedo già in giro per qualche montagna, oppure via veloce di corsa nella conca feltrina. In piedi invece, l'indolenza del giorno di festa mi aggredisce. Così pensando alla rigidità della colonnina che sta appesa al di fuori della finestra, rinvio propositi atletici. Finirà che mi farò una passeggiata nel pomeriggio quando il sole alzerà il riscaldamento. Davvero mi gusterò una passeggiata a blandi ritmi, là dove di solito vado via " alzando le ginocchia". Il paesaggio è tra prati d'erba secca che aspetta il momento opportuno per rivivere. C'è parecchia gente che cammina oggi, a coppie, qualcuno fila via lesto intabarrato, qualcuno si ferma a chiacchierare , altri passano e vanno correndo, alcuni accompagnano il cane. Cornacchie si spostano qua e là alla ricerca di pastura. Il luogo si chiama al Lach. Toponimo che ricorda un lago. Dopo il ritiro dei ghiacciai probabilmente qui s'era formato. Ma probabilmente data la conformazione del terreno anche in epoche recenti, quando le condizioni metereologiche ne erano favorevoli, sarà accaduto. Infatti quando piove molto, nella parte più a sud, dove scorre l'Uniera, la piana si allaga per qualche giorno. Continuo fino ad un podere dove il terreno sale verso una scarpata, che risalgo. Si notano ancora i terrazzamenti dove fino a qualche lustro fa erano coltivate le viti. Oggi rimane soltanto un pendio prativo con un filare di viti rimasto come reliquia del tempo. Così sparsi qua e là qualche albero da frutto , qualche gelso dei noci anche loro resti del tempo, probabili ancoraggi dei vitigni. La sensazione che arriva è del tutto passa e va. Ritorno nel solito sereno del tramonto che si appresta a dare il fine alla giornata. Tempo: 54.52'. Musica Tema per Isabellina di Eugenio bennato.

domenica 15 gennaio 2012

sabato 14 gennaio 2012

Tre per una disfida


Esagggeriamo!! Prendi 3 ed ottieni sempre uno. Ingredienti della disfida di oggi: camminata nel corso della mattina, corsa con nordic a seguire nel primo pomeriggio...quando il sole è ancora alto! Guardo da sotto le persiane e vedo tutto bianco; una brinata che sembra neve. Maronna che freddo!! Sembra la Siberia. Vabbè devo uscire; mi infagotto per bene e vado quando il sole se ne esce spavaldo con un vestitino leggero color arancio. Ai primi calori la brina riscaldata si libera svanendo in una fievole bruma; quella che rimane all'ombra invece persiste arcigna, diviene galaverna. Cammino di buon passo passando posti in cui devo sbrigare veloci faccende personali. Il sole risale come un alpinista il crinale del Tomatico. I monti a settentrione nella giornata luminosa, narcisi, si elevano nel blu del cielo. La poca neve che ancora resiste ad alta quota, inesorabile annaspa nell' anomala "calura". Il mio proseguo mi riporta alla partenza in 1h23.03'. Due belle salsicce con patatine fritte e sono carburato per la pomeridiana corsa. Parto diretto verso i prati cui son solito calcare in questi giorni. A differenza delle altre volte non c'è fanghiglia, il terreno crocchia sotto il passo. Mi avvio senza eccedere, ma leggermente più "andante". Poi asfalto e sterrato. Nel bosco mi accompagna il suono delle foglie, leggero come il coro di chiesa. Il tracciato ondoluto mi permette di limare la fatica. Ed il tempo scorre via armonico, come la corsa stessa. Tempo 53. 16' . Tempo di prendere i bastoncini e via di nordic. La prima volta quest'anno. Ed adesso facciamo sul serio, non più andatura da tapascione, ma da top walker. Via sparato tra prati e sterrato. Di riscaldamento devo dire che oggi ne ho fatto a iosa. Vado tenendo sostenuta la mia azione per un buon allenamento. Tempo.: 22.48'...non valido per la disfida? Accettato per l'impegno. Accompagnamento con Fortunate son dei Creedence Clearwater Revival.