martedì 17 gennaio 2012

Al lach


Appena svegliato mi vedo già in giro per qualche montagna, oppure via veloce di corsa nella conca feltrina. In piedi invece, l'indolenza del giorno di festa mi aggredisce. Così pensando alla rigidità della colonnina che sta appesa al di fuori della finestra, rinvio propositi atletici. Finirà che mi farò una passeggiata nel pomeriggio quando il sole alzerà il riscaldamento. Davvero mi gusterò una passeggiata a blandi ritmi, là dove di solito vado via " alzando le ginocchia". Il paesaggio è tra prati d'erba secca che aspetta il momento opportuno per rivivere. C'è parecchia gente che cammina oggi, a coppie, qualcuno fila via lesto intabarrato, qualcuno si ferma a chiacchierare , altri passano e vanno correndo, alcuni accompagnano il cane. Cornacchie si spostano qua e là alla ricerca di pastura. Il luogo si chiama al Lach. Toponimo che ricorda un lago. Dopo il ritiro dei ghiacciai probabilmente qui s'era formato. Ma probabilmente data la conformazione del terreno anche in epoche recenti, quando le condizioni metereologiche ne erano favorevoli, sarà accaduto. Infatti quando piove molto, nella parte più a sud, dove scorre l'Uniera, la piana si allaga per qualche giorno. Continuo fino ad un podere dove il terreno sale verso una scarpata, che risalgo. Si notano ancora i terrazzamenti dove fino a qualche lustro fa erano coltivate le viti. Oggi rimane soltanto un pendio prativo con un filare di viti rimasto come reliquia del tempo. Così sparsi qua e là qualche albero da frutto , qualche gelso dei noci anche loro resti del tempo, probabili ancoraggi dei vitigni. La sensazione che arriva è del tutto passa e va. Ritorno nel solito sereno del tramonto che si appresta a dare il fine alla giornata. Tempo: 54.52'. Musica Tema per Isabellina di Eugenio bennato.

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