sabato 28 gennaio 2012

Mondi paralleli


Il ponte sospeso ormeggiato sull'orrido fa da trasbordo ad universi difformi. Oltre si entra in meandri sopiti del tempo. Le lievi fole di vento rimandano echi di stagioni lontane. Alti alberi fuggono dall'irreale proiettando le chiome nei lembi di cielo, nelle valli dirute non scorrono acque. Rovine di case s'avvinghiano a rovi, ad edere. Ne escono brandelli escoriati dall'oblio. Le rurali architetture non hanno alloggiato l'andare del rinnovamento, sono rimaste fedeli a sè stesse. Eppure il cammino ti proietta in questa dimensione che non comprendi se essere nuova o vecchia. Poi un minimo di segno di vita ti trasmette in essa come nullo fosse il diseguale. Ma il tragitto, seppur breve, ti fa sentire a casa; i ritmi, le atmosfere, i silenzi pieni di vita sottesa li senti parte di te. Basta poco per uscire dal nostro quotidiano caotico contesto quotidiano, per raggiungere un equilibrio interiore. Camminiamo così dove il senso del tempo si dilata, dove la mezz'ora della disfida non ha più valore. Dove trenta minuti o cinquanta sono la medesima cosa. Importa solo il gesto, la gioia dell'andare. Tempo: non percepito (Anche se per "contratto" è di circa 50' all'andata). Musica: Sei della PFM.

Nessun commento: