domenica 1 gennaio 2012
Va dove ti portano le gambe...
Epppartiamo...via,via!! Calma. Intanto... e partiamo. Cerchiamo di non fare come i cani che liberati del guinzaglio raspano l'asfalto e nei prati sollevano zolle come i trattori. Ricordiamoci che cento giorni sono "lunghi da passare" e bisogna centellinare le forze. -Cosa!? dai dai io vado, ci vediamo! Ci sarebbe stata una simpatica iniziativa stanotte; partenza ed arrivo a Feltre passando per Pedavena dove si sarebbe festeggiato l'arrivo del nuovo anno. Ero sul punto di partecipare ma mi sono saggiamente trattenuto. Metti che tra panettoni e brindisi cordiali avessi confuso i tempi rischiando di inficiare la prestazione già il primo giorno...Di sicuro il sinor E.Podismo lo avrebbe subitamente accertato seguendoci da qualche satellite o marchingegno elettronico. Che credete!! Nel pettorale che ci ha fatto scaricare di sicuro ci sarà inserito un braccialetto elettronico per controllarci. M'invio quando il giorno è ormai fatto da un po' e la corona di monti che circonda Feltre hanno dato la sveglia tardiva al sole. Vado baldanzoso di buon ritmo rimuovendo il fatto che è parecchio tempo che non corro. Difatti dopo tre minuti già il fiatone si materializza paro paro a quello di un bufalo che esce dalle brume maremmane e la schiena comincia a borbottare. Tra un mugugno e l'altro capisco che avrebbe preferito rimanere distesa sul divano. Sotto le scarpe scricchiola le terra indolenzita dalla brina e l'erba rilascia un leggero fruscio. Sulla strada sterrata arriva da tergo un nero macabro fuoristrada che occupa tutta la carreggiata, avanza prepotente che sembra la corazzata di A-Team. Scarto verso il prato e lo lascio passare. Arrogante!! A Vellai dal bar escono voci e risa, qualcuno non dev'essersi accorto che le luci dell'alba sono rincasate da tempo...M 'immergo nella boscaglia della Torbiera. Un ghigno beffardo di una ghiandaia, cesene volano via con versi che si ripetono come sghignazzi, un merlo schiocca così a lungo in volo che pare un sogghigno tanto da sbellicarsi che si gira pancia all'aria, anche una gentile cincia canta che sembra una pernacchia. Solo il sole mi fa da supporter e mi segue di continuo anche all'interno del bosco dove i raggi si fanno largo tra i rami spogli. Salto un guado dove il rivo d'acgua gorgoglia sotto una coperta di ghiaccio, poi un'altro libero da "vesti". Proseguo ma la corsa diventa un incedere lento, tipica da recuperato tapascione. Poco oltre metà percorso supero due brevi salite ma che mi sembra di scalare il Gasherbrum I e II in stretta sequenza. Nel punto più elevato dove il falsopiano si fa discesa, le gambe memori di passati allenamenti è come vedessero una livella con la bolla che punta verso il basso. Ringalluzzite riprendono aumentando l'andatura baldanzose...non mi resta che seguirle. Nella leggera discesa nel prato il terreno si è ammorbidito e le scarpe sollevano quintalate di terra scura. Arrivo neppur tanto stanco. Tempo 49.27'01...per la precisione. Doccia e via dalla suocera a recuperare le calorie perdute lungo la via. Cotechino e lenticchie, pollo e verdure dolce spumante...adesso si che ragggioniamo!!! Canzone del giorno: Uno su mille ce la fa di Morandi....PS:= Pensierino per il sig. E.Podismo: Attenzione alle mie gambe ...quando hanno voglia vanno oltre; ed allora avremo da soffrire entrambi!
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