giovedì 5 gennaio 2012

Nebbie


Mi devo rassegnare a questo inverno che quotidianamente mi segue come un'ombra. Un sadico che mi nega il tepore del sole e che mi fa correre con una postura da bastone ghiacciato. Perchè il buon dio non ha avuto l'accortezza di portarlo alle Maldive a fargli assaporare il caldo? Io e l'inverno siamo come due mondi agli antipodi, due poli che costantemente si allontanano. Ma dico io:perchè non se ne ritorna in Siberia? Intanto arrivo al lavoro camminando in poco più di mezz'ora. Verso la fine della giornata terminate le fatiche quotidiane cambio itinerario per il ritorno a casa. Sta calando la nebbia. Si intensifica, poi scompare. Ricala poi come d'incanto si sposta svelando paesaggi che sembrano magici, che sanno nello stesso tempo di reale ed irreale. Muri che si disintegrano e si ricompongono. Il sole s'infrange sulla nebbia e diventa pulviscolo dorato, purpureo. Risalgo l'altura e dalle nebbie che evaporano, escono gli irti colli. Nasce un antro incanto. Le vette emergono da uno sfondo grigio piombo e s'imbevono della luce del tramonto in un rossobruno intenso. Cammino lieve in questa magia libero da fatiche. Tempo: 54.28'. Canzone del giorno: Wind of change degli Scorpions. PS:= signor E.Podismo reale o irreale fra le nebbie?

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