Oggi si riparte con la corsa. Mi ripropongo di passare l'ora. A metà pomeriggio il sole riscalda che sembra inizio di primavera. La prima parte del percorso è nelle campagne. Il terreno gelato del mattino ora attenuato è una fanghiglia. E' difficoltoso muoversi; tanto che saltello in cerca di suolo più duro. Le pozzanghere agghiacciate invece formano strani disegni. Il mio procedere è poco sostenuto e voglio tenere questo ritmo per non affaticarmi e sollecitare troppo i muscoli ancor poco abituati alla corsa. Un po' per sterrato un po' per asfalto ritorno alla Torbiera, percorso noto, tra bosco e sentiero bruno di foglie morte. Ne esco e mi ritrovo con lo sguardo che spazia libero, verso i monti che circondano a corona la vallata, riempiti della luce del sole che li esalta. Corro senza sofferenza. Il percorso fin qui è stato pressochè pianeggiante, leggeri falsopiani si son lasciati superare senza infierire. Supero la strada statale, veloce prima che sopraggiungano auto. Qui il sole mi lascia, va a celarsi dietro il profilo nero dei monti. Le colline che andrò ad affrontare ora sono da un po' in penombra, anche l'aria si fa più fresca e la temperatura cala di botto. Comincio con il salire, sento che il ritmo cala e l'affaticamento si fa subito sentire. Poi passo accanto ad un gregge di pecore che cercano cibo in un campo, nel loro muoversi diffondono un suono di nevicata. Un giovane cane lupo, si avvicina con sguardo torvo e poco accattivante. Mi annusa digrignando la candida "dentiera"; il fischio di un pastore lo distoglie da sadicihe riflessioni. Poi sterrato e bosco, la salita che si fa dura, erta, il passo che si lento quasi cammino, faticoso, i muscoli che si ribellano "gridando". In cima mi si para davanti un chihuahua, abbaia,ritto sulle zampe, in controluce si atteggia al terribile Hulk...Lascio andare la corsa ora in piano rilassandomi. Quindi un'altra salita in cresta del colle, con bella visione verso la sottostante vallata del piave. I monti intanto stanno diventando rossi, bruni dal sole che sta perdendo le forze. Una brezza fresca mi sospinge e mi intirizzisce. Ora mi aspetta un ennesimo scarto in salita, su asfalto, il più duro. Salgo lentamente, ma corro. In cima rifiato, poi lascio andare le gambe lungo la discesa e mi abbandono ad un senso di liberazione. Passo nel paese di Zermen silenzioso, nessuno in giro. Corro verso il Telva, dò un ultimo sguardo ai monti rosati dell'Alpago da cui nasce una tonda luna. Poi lentamente la luce del sole si stacca dai pendii e scompare. Si accendono nel frattempo le nuvole in colori che passano dall'arancio al rosa al rosso al violetto. Intanto corro su tratturo che sa con andirivieni e tornanti, a paesaggi appenninici. Poi è discesa e mi lascio andare senza freni sospinto dal vento di maestrale che si fa freddo. Un ultimo sforzo con risorse al lumicino e termino il "viaggio" dell'ottavo giorno.Tempo: 1h 27.29' : Oggi Blowing in the wind di Bob Dylan.
domenica 8 gennaio 2012
Correndo nel tramonto
Oggi si riparte con la corsa. Mi ripropongo di passare l'ora. A metà pomeriggio il sole riscalda che sembra inizio di primavera. La prima parte del percorso è nelle campagne. Il terreno gelato del mattino ora attenuato è una fanghiglia. E' difficoltoso muoversi; tanto che saltello in cerca di suolo più duro. Le pozzanghere agghiacciate invece formano strani disegni. Il mio procedere è poco sostenuto e voglio tenere questo ritmo per non affaticarmi e sollecitare troppo i muscoli ancor poco abituati alla corsa. Un po' per sterrato un po' per asfalto ritorno alla Torbiera, percorso noto, tra bosco e sentiero bruno di foglie morte. Ne esco e mi ritrovo con lo sguardo che spazia libero, verso i monti che circondano a corona la vallata, riempiti della luce del sole che li esalta. Corro senza sofferenza. Il percorso fin qui è stato pressochè pianeggiante, leggeri falsopiani si son lasciati superare senza infierire. Supero la strada statale, veloce prima che sopraggiungano auto. Qui il sole mi lascia, va a celarsi dietro il profilo nero dei monti. Le colline che andrò ad affrontare ora sono da un po' in penombra, anche l'aria si fa più fresca e la temperatura cala di botto. Comincio con il salire, sento che il ritmo cala e l'affaticamento si fa subito sentire. Poi passo accanto ad un gregge di pecore che cercano cibo in un campo, nel loro muoversi diffondono un suono di nevicata. Un giovane cane lupo, si avvicina con sguardo torvo e poco accattivante. Mi annusa digrignando la candida "dentiera"; il fischio di un pastore lo distoglie da sadicihe riflessioni. Poi sterrato e bosco, la salita che si fa dura, erta, il passo che si lento quasi cammino, faticoso, i muscoli che si ribellano "gridando". In cima mi si para davanti un chihuahua, abbaia,ritto sulle zampe, in controluce si atteggia al terribile Hulk...Lascio andare la corsa ora in piano rilassandomi. Quindi un'altra salita in cresta del colle, con bella visione verso la sottostante vallata del piave. I monti intanto stanno diventando rossi, bruni dal sole che sta perdendo le forze. Una brezza fresca mi sospinge e mi intirizzisce. Ora mi aspetta un ennesimo scarto in salita, su asfalto, il più duro. Salgo lentamente, ma corro. In cima rifiato, poi lascio andare le gambe lungo la discesa e mi abbandono ad un senso di liberazione. Passo nel paese di Zermen silenzioso, nessuno in giro. Corro verso il Telva, dò un ultimo sguardo ai monti rosati dell'Alpago da cui nasce una tonda luna. Poi lentamente la luce del sole si stacca dai pendii e scompare. Si accendono nel frattempo le nuvole in colori che passano dall'arancio al rosa al rosso al violetto. Intanto corro su tratturo che sa con andirivieni e tornanti, a paesaggi appenninici. Poi è discesa e mi lascio andare senza freni sospinto dal vento di maestrale che si fa freddo. Un ultimo sforzo con risorse al lumicino e termino il "viaggio" dell'ottavo giorno.Tempo: 1h 27.29' : Oggi Blowing in the wind di Bob Dylan.
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